La spinta di Google e Apple verso cicli di vita dei certificati più brevi: cosa aspettarsi prima della transizione
20 novembre 2024
Il 15 marzo 2026 è entrata in vigore la prima importante riduzione nel percorso verso una durata dei certificati di 47 giorni, che ha portato il periodo massimo di validità dei certificati SSL/TLS a 200 giorni. Si tratta di un primo passo significativo verso periodi di validità massimi più brevi e rappresenta un campanello d’allarme per le organizzazioni che non hanno ancora iniziato ad automatizzare la gestione del ciclo di vita dei certificati (CLM). Sectigo è qui per informare, formare e fornire soluzioni alle aziende pronte ad affrontare il futuro del CLM.
Il tempo stringe.
Il 15 marzo 2026, la durata massima dei certificati SSL/TLS pubblici di nuova emissione si è ridotta da 398 a 200 giorni, con una riduzione della validità dei certificati di quasi il 50%. Si tratta di uno dei cambiamenti più significativi che interesseranno la gestione dei certificati digitali negli ultimi cinque anni, e si avvicina rapidamente.
Se la vostra organizzazione sta ancora gestendo i certificati manualmente, questo cambiamento raddoppierà il vostro carico di lavoro da un giorno all’altro, rendendovi vulnerabili a interruzioni del servizio, inadempienze normative e danni alla reputazione. L’unico modo per stare al passo? Automatizzate oggi stesso il ciclo di vita dei vostri certificati.
Attualmente, i certificati SSL/TLS hanno una validità massima di 200 giorni.
Questo cambiamento ha conseguenze operative immediate:
La riduzione della durata dei certificati è stata promossa dai principali fornitori di browser per rafforzare la sicurezza su Internet, favorire una maggiore agilità crittografica e limitare l’esposizione in caso di emissione errata o compromissione dei certificati. Questo cambiamento nella validità dei certificati è fondamentale in vista dell’affermarsi della crittografia post-quantistica (PQC), garantendo che le organizzazioni possano adottare rapidamente nuovi algoritmi crittografici man mano che gli standard si evolvono.
Sebbene questi cambiamenti siano positivi per l’ecosistema complessivo e la sicurezza digitale, creano un grave carico operativo per le organizzazioni prive di un piano.
Analizziamo la situazione:
Non si tratta solo di un aggiornamento delle politiche dei browser, ma di un cambiamento fondamentale nel modo in cui Internet gestisce la fiducia. E sebbene la riduzione della durata dei certificati migliori la sicurezza informatica, richiede anche visibilità in tempo reale e una gestione automatizzata del ciclo di vita per evitare interruzioni.
Questo è il primo passo di un passaggio, che durerà quattro anni, verso una durata dei certificati di 47 giorni. Potreste pensare che ci sia tempo per aspettare, ma più l’automazione viene ritardata, maggiore diventa il rischio operativo. Sebbene 200 giorni possano sembrare un periodo di rinnovo gestibile, le implicazioni del continuare con la gestione manuale dei certificati sono significative.
Se non siete pronti per questo cambiamento, ecco cosa c’è in gioco:
Questo cambiamento è avvenuto all’inizio del 2026, ma se aspettate fino ad allora, sarà troppo tardi. L’implementazione dell’automazione richiede tempo:
Le organizzazioni che ritardano dovranno affrontare una pressione crescente per i rinnovi, ritardi nei rinnovi, scadenze non rispettate e interruzioni evitabili. La gestione manuale dei certificati era rischiosa a 398 giorni. A 200 giorni, diventa insostenibile.
Il passaggio a certificati con durata di 200 giorni è solo l’inizio. Secondo la tempistica approvata dal CA/Browser Forum, la validità dei certificati SSL di fiducia pubblica continuerà a ridursi attraverso una serie di riduzioni graduali pianificate nei prossimi anni:
Entro il 2029, i certificati dovranno essere rinnovati ogni mese e mezzo. Ogni riduzione graduale aggrava l’impatto operativo.
Molte organizzazioni IT sono riluttanti ad automatizzare a causa dei costi e delle complessità percepiti. Sebbene l’automazione richieda un investimento iniziale, i benefici parlano da soli: grazie al supporto nativo ACME, oltre a EST, SCEP, API REST, agenti e integrazioni di automazione di terze parti, Sectigo Certificate Manager (SCM) rende l’automazione dei certificati molto più semplice di quanto molte organizzazioni si aspettino.
Secondo uno studio Total Economic Impact™ di Forrester Consulting su Sectigo Certificate Manager (SCM), le organizzazioni che utilizzano la gestione automatizzata del ciclo di vita dei certificati ottengono un ritorno sull’investimento triplicato nell’arco di tre anni.
Ecco quali sono i vantaggi misurabili offerti dall’automazione:
Lo studio TEI ha rilevato che SCM aiuta i team a concentrarsi su iniziative strategiche anziché sulla gestione dei problemi urgenti legati ai certificati, migliorando al contempo il loro livello di sicurezza complessivo.
In sintesi: l’automazione non solo rende la sicurezza a prova di futuro, ma si ripaga da sola.
Le autorità di certificazione come Sectigo non si limitano a stare al passo con questi cambiamenti, ma li guidano. In qualità di leader intellettuale nel settore della fiducia digitale, Sectigo sta lavorando attivamente per sensibilizzare sul cambiamento dei 200 giorni, aiutando le imprese a comprendere l’urgenza, i rischi e le soluzioni di automazione disponibili.
Attraverso un’attività continua di formazione del settore sotto forma di blog, white paper, webinar e partecipazione ai comitati di standardizzazione, Sectigo sta contribuendo a preparare la comunità globale prima che l’impatto della riduzione della durata dei certificati si trasformi in una crisi.
Il passaggio ai certificati SSL/TLS da 200 giorni è uno dei cambiamenti più urgenti e dirompenti nell’ambito della gestione dell’identità digitale odierna. Richiede una risposta strategica, e tale risposta inizia con l’automazione.
L’automazione garantisce la continuità operativa, tutela la fiducia dei clienti e consente ai vostri team di concentrarsi sull’innovazione, anziché sulla gestione dei problemi legati ai certificati.
Avete ora 200 giorni per risolvere la questione. Non aspettate.
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